Manuela Mazzi

Scrittrice

Home page

Chi è?

Bibliografia

I libri

Eventi
e novità

Premi
e concorsi

Recensioni

Download fotogallery

Blog
e forum

Link

amici

Contatti

Casella di testo:

Recensione del giornalista e scrittore Paolo Ciampi

 

Da un "colpo" giornalistico che farebbe la felicità di ogni cronista un "reportage narrativo" che ci scaraventa nel mondo dei gigolò e del sesso a pagamento dietro le quinte della società più ricca e apparentemente rispettabile. Senza ipocrisie, senza moralismi troppo facili, con tutta la crudezza necessaria. Storia raccontata in prima persona, sollecitata da un bisogno di levarsi un peso e di chiudere i conti. Discesa all'inferno e ritorno, senza scorciatoie, come deve essere. E poi uno sguardo poco consueto su una certa Svizzera, benché non faccia davvero notizia che anche lì non è tutto oro quello che luccica. E poi come non trepidare nelle pagine finali, verso l'epilogo, nell'accompagnare questa vita che sta cercando di risalire, come un alpinista che intravede la vetta, ma che da un momento all'altro potrebbe mollare la presa?

Recensione di  *eleU*

  The rise and fall of Max

 

Il racconto in prima persona di un giovane ex-prostituto e di come riesce ad uscire dal "giro".
L'inizio è quasi un topos con l'arrivo alla festa nella villa misteriosa e tutto il carico delle enormi aspettative che nutre il protagonista, un giovane aitante, colto, venale e piuttosto superficiale.
Lo vediamo più volte scegliersi accuratamente il guardaroba come il Richard Gere nel film di Paul Schrader, curarsi maniacalmente il fisico, stare sempre attento a fornire una certa immagine di s
é nei discorsi.
L'apparire vince sull'essere grazie soprattutto all'amore per il denaro, che arriva a fiumi. Non si comprende bene come faccia Max a continuare a svolgere la propria vita lavorativa normale, ma questa è una abilità che posseggono evidentemente tutti coloro che portano avanti una vita parallela, e pare non duri a lungo per nessuno. Difatti l'"essere" di Max scalpita per venire preso in considerazione e ci riuscirà grazie alla forza salvifica dell'amicizia vera e della promessa di un amore sincero.
Il processo interiore per liberarsi dalla trappola in cui è caduto l'ingenuo
protagonista è ben descritto. Non altrettanto come abbia fatto nella pratica ( ha denunciato qualcuno? i "papponi" hanno pagato per i loro reati?); il romanzo nasce da una inchiesta giornalistica ma non entra troppo nei particolari "scomodi". Del resto la finalità di un romanzo (anche se in questo caso è un ibrido, l'autrice lo definisce reportage narrativo) deve o dovrebbe essere di provocare emozioni e di-vertire (nel senso etimologico).
La prosa è molto scorrevole e curata. Le parti esplicite lo sono, certo, come ci avverte fin dalla quarta di copertina l'autrice, ma sono funzionali alla narrazione e descritte con lo stesso stile aulico.
L'unico appunto che mi sento di fare è che questa storia fa sembrare un po' troppo facile la disintossicazione da cocaina.

Recensione della scrittrice Silvia Scibilia

Una brutta storia al maschile!

 

 

Dopo "undici minuti" di Paulo Coelho ritorno a leggere una storia che ha come tema la prostituzione in Svizzera. Questa volta però è un uomo il protagonista e la storia nasce da un reportage giornalistico dell'autrice. E' una storia interessante, che narra senza mezze misure ma anche privo del sensazionalismo che il sesso suscita nel lettore. E' necessario descrivere delle scene per capire l'orrore che vive Max sulla sua pelle e nella sua interiorità di uomo. Max vuole il successo, presto e facile, si scontrerà con un mondo dove l'apparenza è l'involucro di una fogna, imparerà che la vera ricchezza è il sorriso della sua donna o l'abbraccio del suo migliore amico. E' un libro che suggerisco di leggere a chi ha grandi ambizioni, perché a volte anche per il troppo lavoro si finisce per perdere l'aderenza alla realtà come accade a Max, si finisce per vendere non il proprio corpo come in questo caso ma la propria integrità.
Un piccolo appunto da collega all'autrice, la parte del riscatto di Max a tratti appare affrontato con un pizzico di superficialità, ma riconosco che essendo basato su una storia vera, l'autrice non
poteva andarsi a inventare un finale da film hollywoodiano!

Recensione di Cinzia di Porto Torres

 

Un ragazzo con un lavoro noioso con una vita altrettanto noiosa,decide un bel giorno di dare una svolta alla sua vita.
Pensa che i soldi facili siano una cosa meravigliosa ed è contento che le sia potuto accadere tutto ciò. Ma un giorno si rende conto di come è caduto in basso e ..........

Manuela in questo libro ci racconta una storia vera.

Recensione del poeta napoletano Domenico Cosentino

Questa volta Manuela ha fatto centro. Il libro non mi ha lasciato alcun dubbio. Lo stile della mazzi è molto migliorato, più descrittivo, più audace. Le pagine scorrono come un fiume in piena. I capitoli sono un crescendo, intrigando il lettore che non vede l'ora di finire il romanzo per capire cosa succede al protagonista, Massimo, che si trova invischiato in questa situazione un po’ particolare.

Diventa gigolò per caso, all'inizio è un gioco piacevole (le descrizioni delle scene di sesso non sono mai volgari, anzi erotiche), per poi ritrovarsi un una situazione molto spiacevole.
Manuela ha partorito questo libro dopo un travagliato lavoro. una situazione frustante,l'editore rifiuta la stampa del libro,
Manuela non demorde crea dal nulla la sua piccola casa editrice.
Posso aggiungere solo una cosa: vai avanti così, non demordere.

 

Link: http://ungigoloindoppiopetto.splinder.com/"

Recensione di Alice

 

Non avevo mai letto un reportage narrativo.
Non avevo mai letto la storia di un gigolo.

L'autrice è molto brava nel raccontarci la storia di Max, ripercorrendola tutta senza mai diventare prolissa o noiosa. La storia coinvolge da subito, e la curiosità aumenta. Si vuole sapere tutto: perché? come ha fatto? ecc ..
Si legge in tre orette, forse anche meno, e si chiude il libro soddisfatti.
Soddisfatti di aver letto una "bella storia".
Soddisfatti della conclusione.
Ma anche un poco preoccupati.
Preoccupati perch
é questa è la vita reale.

Recensione di Madrenatura di Parma

 

Da un reportage narrativo sulla vita di un gigolo, Manuela ha saputo trarne una storia di grande impatto.
Il lettore resta incollato alle pagine, che scorrono veloci una dopo l'altra, curioso di capire se Max riuscirà con le proprie forze a risalire la china, a riprendersi la propria vita; è caduto così in basso per capire che la vera ricchezza non è data dal denaro, ma dall'amore della sua donna e dall'abbraccio del suo ritrovato amico.
Complementi Manuela!
Grazie Max per la compagnia!

Recensione di Hermione Ginny di Brescia

 

Max è un giovane rampante quando il suo capo lo porta a una festa esclusiva. Presto fa "amicizia" Con Gianna, che lo presenta a Patti, che lo presenta ad altre donne...Senza rendersene conto si ritrova ad essere parte di un'organizzazione di gigolo ed entraîneuse...

Il libro è scritto molto bene, l'autrice, una giornalista ticinese, racconta questa storia vera con obiettività e competenza, senza cadere nel volgare nelle scene esplicite (poche).

La noia di vivere è una giustificazione universale?

Interessante inchiesta giornalistica che si trasforma in libro o meglio in “reportage narrativo”. La storia di un uomo che si prostituisce pur non avendo problemi economici e senza l’inganno sceglie di percorrere questa strada, fino a che...

Mi ha piacevolmente coinvolto lo stile, scorrevolissimo, senza fronzoli con un giusto bilanciamento di ciascuna parte della narrazione, senza mai indugiare nei toni morbosi anche quando gli argomenti diventano scabrosi.

Per quanto riguarda il contenuto della storia, personalmente mi sento di non mettere nella stanza dei “cattivi” solo i responsabili di questo giro d’affari, di lusso, lussuria e perversione, ma anche chi deliberatamente, vuoi per noia o per i facili guadagni, ci cade. Lo so, Errare humanum est ma anche non avere uno straccio di principio solido, invalicabile o un freno morale mi addolora. E non sto facendo la predica a chi si vuole “divertire” magari esagerando un po’, qui siamo andati veramente oltre e il protagonista è sì giovane, ma non così giovane da essere giustificato.

p.s.: non metto le stelle ai libri ricevuti grazie a "Quattro chiacchere con gli autori", ma si tratta di un libro-approfondimento che consiglio.

 

Recensione di Grimilde

Recensione di Hermione Ginny di Brescia

 

Un bel libro, una bella storia romanzata che va a toccare gli aspetti meno conosciuti di un fenomeno esistente. Di facile lettura, scorrevole e diretto. Lo consiglio

 

Il prezzo del piacere

 

"Cosa vuoi fare da grande?" - la domanda che da sempre calca le scene dei diversi stadi della vita di ognuno di noi; fantasticando, viene facile immaginare ricchezze, lussi e privilegi, ozio e divertimenti, stravaganze e trasgressioni come ingredienti fondamentali dello stile di vita del nababbo, felice e spensierato nel suo mondo di eccessi e lustrini.

Il luccichio di questi gingilli preziosi può attirare anche un ragazzo qualsiasi - onesto, lavoratore, riservato, sportivo, di bella presenza - nelle maglie di una spirale discendente, stritolandolo, senza possibilità di salvezza. Si comincia con un party esclusivo, un incontro sessuale particolare con attraenti donne di mezza età e si finisce a fare il gigolo di professione, accompagnando attempate e ricche signore a fare shopping - e non solo!Il problema è tutto qui: il piacere si trasforma in dovere - è facile pensare che chiunque sarebbe felice di farsi pagare per fare qualcosa che gli piace, che lo appaga, che lo diverte; il problema è che, nel momento in cui il divertimento si trasforma in una professione, il piacere scompare rapidamente. Il mondo sfavillante di cui Max - il protagonista - entra a far parte si trasforma gradualmente in una gabbia dorata che gli impedisce di volare via, di vivere. A parlarci è un uomo-oggetto per cui il sesso è ormai una squallida routine, in cui il corpo diventa strumento di lavoro e l'anima si avvolge su se stessa per non assistere alla sua putrefazione, un deterioramento che inizia dall'interno, per sbocciare, agli occhi del mondo, come un fiore dai colori violenti.

Max ci racconta la sua esperienza, lasciando intravedere uno spiraglio di luce sotto una porta che sembra irrimediabilmente chiusa.

Manuela Mazzi rende appassionante e coinvolgente questo reportage narrativo, arricchito da una scrittura scorrevole che non scade mai nella volgarità, anche nella descrizione di scene esplicite.

 

Recensione di Martina Viola

…CONTINUA...