
Manuela Mazzi |
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INTERVISTA di Salvatore Feo |
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Dopo "Un gigolo in doppiopetto" in cui raccontavi di sesso, soldi e droga, ora arriva un libro per ragazzi di avventura, sport e storia. Un cambiamento a 360 gradi... "L'esperienza di "Un gigolo in doppietto" era stata molto pesante, poiché anche quando si raccontano fatti realmente accaduti occorre comunque immedesimarsi nel protagonista. In quell’occasione avevo parlato di una storia vera e raccontato argomenti che dovevano essere trattati con massima cautela. Dopo il reportage ho sentito quindi un bisogno di “leggerezza”. È da questa necessità che è nato "Guardie, ladri e tracciatori". Ovvero un racconto più frizzante e una lettura di svago indirizzata soprattutto ai ragazzi. Narrare di storia, di sport e di avventure, vuol dire parlare delle mie passioni. Da piccola adoravo saltare sulle rocce delle cascate, ho praticato karate per tredici anni e ancora oggi amo viaggiare senza fare alcun programma. In altre parole volevo scrivere una storia che da lettrice avrei amato leggere". Chi sono i tracciatori di cui parli nel libro? "Sono quelli che saltano da un balcone all'altro, camminano sui muri e corrono a perdifiato (tant’è che lo sport si chiama free running). Inizialmente il termine era nato in una realtà urbana e conteneva in sé l'idea di fuga attraverso percorsi tracciati nel cemento (da qui il nome altrettanto noto di Parkour). Io ho invece voluto trasformare questo sport facendolo evolvere nel futuro in un desiderio di riscoprire la natura". E poi c'è anche un po' di storia: i tre ragazzi locarnesi scoprono nelle acque di un fiume qualcosa che li porta a conoscere il 500, i lanzichenecchi, bandiere e guerre. Ma i giovani non sembrano amare particolarmente la storia. "La storia è una di quelle materie, a sentire quanto mi hanno riferito un paio di professori, solitamente bistrattate a scuola, e sembra - secondo alcuni studi - non suscitare particolare trasporto da parte dei giovani. Per questo m’interessava l'idea di cercare di non far perdere la passione per il passato. Molto dipende su quale piatto si offre la storia. C'è molta differenza tra dire che bisogna studiare a scuola, e invitare i ragazzi a vivere un'avventura che li porterà a scoprire mondi che non avrebbero mai immaginato. Io ho scelto questo secondo piatto". Il racconto è però ambientato nel 2030 "È l’unica data che mi permetteva di poter raccontare questa storia. Nel 2030 secondo gli esperti l'ultimo ghiacciaio ticinese, infatti, si scioglierà. E guarda caso nel mio romanzo è proprio questo scioglimento a far emergere il tesoro che era rimasto custodito per tanti anni all'interno del ghiacciaio. Al di là però dell’esigenza pratica, tenevo anche sensibilizzare i ragazzi proprio al tema del surriscaldamento terrestre. Insomma ho cercato di gettare uno sguardo al futuro, mantenendo tuttavia un occhio di riguardo al passato". Quanto c'è di vero nel libro e quanto invece è affidato alla finzione? "È vera l'intera ambientazione. Sono veri i tracciatori. A Locarno ce ne sono diversi e spesso si allenano anche attorno alle mura del Castello. Sono perfino radunati in un’Associazione. Sono veri tutti i libri che ho menzionato per la ricerca dei ragazzi. L'oggetto misterioso di cui parlo nel romanzo è esistito ed è realmente scomparso dalla cattedrale di Friborgo. Tutte le vicissitudini storiche sull'oggetto sono vere… In pratica, c'è molta più verità che finzione". Nel libro viene trattato un tema molto attuale come quello del bullismo "È un fenomeno molto presente, soprattutto a Locarno. È un problema verso il quale spesso si cerca di minimizzare, forse per paura di vedere la realtà. In passato mi sono occupata del problema a livello giornalistico e mi sono scontrata con una serie di difficoltà e pressioni. Il fenomeno esiste, le autorità possono cercare di nasconderlo quanto vogliono – o insistere che “tutto è sotto controllo” - ma purtroppo esiste". Secondo te nel 2030 esisterà ancora il bullismo? "Durante la stesura del libro ho pensato anche al caso di Damiano Tamagni. A un certo punto della narrazione infatti scrivo che “(…) era passato molto tempo dal periodo in cui i ragazzi si picchiavano a sangue solo per gioco. Negli ultimi dieci anni quella tendenza era finita: non era stato registrato più nessun caso di violenza gratuita.” Il riferimento all'omicidio Tamagni è sottinteso, ma per il futuro ho voluto avere una visione ottimistica del problema, di cui nel libro attribuisco la colpa agli adulti. Credo, infatti, che essi siano in gran parte responsabili del disagio dei giovani; il perché e la soluzione, per quanto mi riguarda, si trovano tra le pagine del libro “L’elogio della disciplina” di Bernhard Bueb". Nella pagina dedicata ai ringraziamenti, ringrazi anche Andrea Fazioli. Come mai? "Abbiamo un personaggio del libro in comune, quello del vecchio Giona che, uscito dal suo primo giallo, è finito nel mio mistery". Cosa ti aspetti ora dal libro" "Mi farebbe molto piacere che venisse letto, oltre che dai ragazzi, anche da qualche docente. Spero, infatti, che i professori possano riconoscere in esso un ulteriore strumento utile per arrivare ad affrontare i temi citati, o anche solo sfiorati, direttamente con i ragazzi. In fondo è anche questo uno dei motivi per cui ho voluto regalare a tutte le scuole medie del cantone una copia di “Guardie, ladri e tracciatori”. Ciò che è stato reso possibile dal sostegno ricevuto dal Cantone Ticino e dalla Fondazione Valle Bavona, che ringrazio sentitamente”. |









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LOCARNO - Due anni fa aveva scosso il panorama editoriale ticinese pubblicando"Un gigolo in doppiopetto" in cui raccontava le scandalose rivelazioni di un gigolo ticinese portando alla luce un Ticino fatto di prostituzione maschile, di sesso, denaro, cocaina, caviale e champagne. Oggi Manuela Mazzi torna in libreria e lo fa con una storia di tutt'altro genere. "Guardie, ladri e tracciatori" (il quarto libro della scrittrice locarnese) è un romanzo i cui ingredienti sono due giovani liceali mattacchioni, un'amica fidata, una banda di ladri e un oggetto misterioso che spunta dalle acque della Valle Bavona. Una storia all'insegna dell'avventura intrisa di colpi di scena. Un racconto indirizzato soprattutto a un pubblico di giovani lettori, perché sono molte le tematiche vicine ai ragazzi di oggi che troviamo nel libro: la tecnologia, il computer, internet, le avventure tra la natura, la scuola, il bullismo, la rivalità tra bande e, ovviamente, quell'eterno sentimento che è l'amore. |
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Bullismo e avventura a Locarno. L’autrice del libro scandalo "Un gigolo in doppiopetto" torna in libreria |